venerdì 11 agosto 2017

C'era una volta (una fiaba tutta itaGliana)

C'era una volta un passaggio a livello automatico.

Scendevano le sbarre un minuto, un minuto e mezzo prima del passaggio del treno e risalivano tre secondi dopo che l'ultimo vagone era transitato.

Era l'unico così, nel raggio di chilometri.
E gli abitanti dei villaggi vicini lo apprezzavano per queste qualità.

Tutti gli altri passaggi a livello infatti erano stati colpiti dal maleficio di una perfida fattucchiera che veniva chiamata una volta "Ferrovie dello Stato": scendevano da un minimo di cinque a un massimo di quindici minuti prima del transito del treno e rimanevano chiusi almeno 30/45 secondi dopo l'ultimo vagone.

Questi ultimi perciò erano così invidiosi del loro compagno efficiente e veloce che decisero di correre ai ripari e ingaggiarono la fattucchiera perché colpisse anche il povero, piccolo, passaggio a livello di campagna.

Per non essere riconosciuta dagli abitanti dei villaggi, quest'ultima si era camuffata, facendosi chiamare con un nome solo apparentemente innocuo: Trenitalia. Con una costosa operazione magico-tecnologica alla fine la perfida fattucchiera riuscì nell'intento e sostituì i meccanismi e i comandi dell'efficiente passaggio a livello, nottetempo e dopo averlo sedato.

L'operazione fu piuttosto costosa ma raggiunse perfettamente l'obiettivo: oggi anche quel passaggio è come tutti gli altri e, come tutti gli altri, forma code chilometriche (e perfettamente inutili) ai due lati delle sbarre.

Complimenti vivissimi per l'involuzione tecnologica.

giovedì 20 luglio 2017

Geniale!

Questa è davvero bellissima!
Miracoli della numerologia...

mercoledì 19 luglio 2017

Falsi problemi

Leggendo queste affermazioni ci si rende conto di come la ggggente abbia una falsa percezione dei reali problemi del paese.

Ammesso (e non concesso) che le cifre citate siano corrette, 82 milioni di € in quattro anni non spostano di una virgola il bilancio dello stato.

Sono, si e no, quello che le due camere spendono in UN anno per le pulizie.

O, se preferite, quello che l'INPS spende in pensioni in circa due ore e mezza.

martedì 11 luglio 2017

Curiosità infettive

La notizia di per sé non è altro che una curiosità e come tale sarebbe da relegare alla pagina della massaia del giornalino di Gian Burrasca.

Però nel contesto dell'(assurda) polemica sui vaccini che riempie le pagine e i social in questo periodo assume una certa rilevanza.

Non fosse altro che per la curiosità con cui il caso è stato seguito dai medici del Maine, che non avevano mai visto un malato di morbillo in vita loro. Chissà come mai...

martedì 20 giugno 2017

La vaiolizzazione

Cito direttamente dal blog amico "Fuffologia", che ringrazio, questo bel post dedicato al vaccino del vaiolo, malattia ormai estinta, proprio ed esclusivamente grazie ai vaccini.


Direi che è un ottimo spunto di riflessione per tutti i sostenitori delle "diverse verità".

Buona lettura:

Il virus del vaiolo al
microscopio elettronico
Il vaiolo è - anzi, era - una malattia virale terribile. Chi si ammalava, dopo l'incubazione, era preda di febbri altissime, sete feroce, vertigini, mal di testa lancinante. Dopo giorni di questa tortura arriva un apparente miglioramento che però era seguito dalla parte più terribile: spaventose pustole infette e purulente su tutto il corpo (non riporto foto di persone infette, cercatevele e rabbrividite da soli), di nuovo febbre altissima, dolori atroci, delirio e una devastante prostrazione fisica. Era mortale per più di una persona su cinque. I sopravvissuti erano marcati a vita da cicatrici deturpanti sparse su tutto il corpo (Manuel Noriega, l'ex dittatore di Panama morto pochi giorni fa, era detto faccia d'ananas proprio per le cicatrici del vaiolo e non era di certo uno dei più devastati).

Il vaiolo è stato per tutta la storia dell'umanità una delle principali cause di morte fino a quando il medico-scienziato Edward Jenner, nel 1798, non inventò il “vaccino”...


Le lesioni del vaiolo dei bovini in
genere sono limitate alle mammelle
Fu chiamato vaccino proprio perché era ottenuto dalle mucche. Anche i bovini possono contrarre il vaiolo ma è una forma molto meno devastante di quella umana. Le poche pustole sono spesso solo sulle mammelle. Pur non avendo la certezza che si trattasse della stessa malattia (la scoperta del primo virus avvenne esattamente cento anni dopo), Jenner notò che le mungitrici si ammalavano di vaiolo meno delle altre persone.

Si rese contro che chi mungeva le mucche infette non solo non subiva danni gravi (al massimo poche lesioni limitate alle mani) ma diventava in qualche modo “invulnerabile” al vaiolo umano. La sua idea era che l'esposizione al vaiolo vaccino proteggesse da quello umano.

Per mettere alla prova la sua ipotesi inoculò il vaccino - del liquido estratto dalle pustole sulla mano di una mungitrice - a un ragazzino. Gli effetti furono limitati a gonfiore, una piccola lesione nella zona dell'iniezione e qualche malessere passeggero. Dopo qualche mese Jenner fece una cosa veramente terribile: iniettò il vaiolo umano al ragazzo... che però, per sua e nostra fortuna, non si ammalò. Non si ammalò nemmeno le venti volte successive che il medico, non pago, gli iniettò altre dosi di virus. Doveva proprio volergli un gran bene ;-)

Fatto sta che Jenner aveva ragione e James Phipps, così si chiamava il ragazzo, fu ricordato come il primo vaccinato ufficiale della storia. Visse 65 anni, una vita lunga per l'epoca, e morì nella tenuta che Jenner gli regalò per essersi sottoposto all'esperimento.

L'ultimo malato di vaiolo è stato invece il somalo Ali Maow Maalin nel 1977. Grazie al vaccino, a chi si è vaccinato e a chi ha fatto vaccinare i propri figli, una malattia spaventosa e terribile come il vaiolo non esiste più e possiamo parlarne al passato.

James Phipps non fu però il primo a essere reso artificialmente immune alla malattia.

Da sempre si sapeva che chi era sopravvissuto alla malattia non la contraeva più. Era anche noto che il vaiolo umano si presentava in due forme: variola minor e variola maior. La prima forma era molto più leggera, con esiti quasi mai mortali, e non lasciava le terribili cicatrici del variola maior. Chi si ammalava di variola minor risultava poi immune al variola maior.

In molte parti del mondo e in varie epoche ci si rese conto che contagiando le persone col variola minor - mettendole in contatto coi malati della forma leggera, per esempio, oppure strisciando le croste dei contagiati sulla pelle graffiata, o in altri modi - le si poteva rendere immuni al variola maior.

Questa pratica, detta vaiolizzazione, non era comunque esente da rischi: chi veniva infettato poteva ammalarsi infatti della forma grave. In questo modo però la mortalità si riduceva di oltre dieci volte; tantissimo se si considera che in Europa il vaiolo era una delle prime cause di morte.

Anche allora, naturalmente, c'era chi era contro questa pratica. Non era prevista dalla Bibbia ed era immorale perché interferiva con la volontà di Dio. Inoltre, come abbiamo visto, poteva essere pericolosa.

La pratica della vaiolizzazione cadde in disuso con l'introduzione del vaccino di Jenner (anche se mia mamma mi raccontava che quand'era piccola lei era ancora normale mettere i bambini a contatto con quelli ammalati di morbillo o varicella perché non contraessero la malattia da grandi). Non fu lo stesso per la contrarietà alle varie forme di immunizzazione.

Il vaccino, reso ben presto obbligatorio per i bambini, trovò subito degli oppositori: chi lo considerava una pratica anti-cristiana, chi una cosa abominevole perché proveniva dalle bestie, chi dubitava dell'efficacia, che lo riteneva pericoloso, chi invocava la libertà personale, chi il diritto di disporre del proprio corpo e di quello dei propri figli. Sono in buona parte le stesse cose che si sentono dire oggi.

Col vaccino nasceva l'anti-vaccinismo, una malattia pericolosa (fosse stato per loro il vaiolo continuerebbe a mietere vittime e a devastare vite), resa oggi più contagiosa dall'avvento di Internet e contro la quale purtroppo non esiste... vaccino.

sabato 17 giugno 2017

Che male fanno: ennesima puntata.

Quando all'ignoranza si aggiunge la propensione alla violenza si arriva a questi eccessi di follia.

Tanto per aggiungere l'ennesimo danno provocato dagli spacciatori di frottole a quelli, considerevoli, che procurano ai figli dei "diversamente pensanti" e a quelli di coloro che pur "normopensanti" non possono vaccinarsi per ragioni mediche.

martedì 28 febbraio 2017

Porca di quella putt...

Uno molla lì la figlia che ti chiede di giocare ancora cinque minuti e poi passa quasi un quarto d'ora ad aspettare un [beep] di treno che poi (finalmente) passa a passo di lumaca in amore.

E hanno anche il coraggio di chiamarla "sicurezza".
Gli venisse un cancher.

sabato 11 febbraio 2017

In effetti...


venerdì 27 gennaio 2017

Senza titolo


giovedì 19 gennaio 2017

OMG!

Accidenti.
Se tolgono le bufale che ne sarà di facebook?

Manca solo che tolgano le foto di pastasciutta, bistecche e patatine e restano solo pagine bianche.

Ah, no, aspetta... restano le belle frasette.