venerdì 11 agosto 2017

C'era una volta (una fiaba tutta itaGliana)

C'era una volta un passaggio a livello automatico.

Scendevano le sbarre un minuto, un minuto e mezzo prima del passaggio del treno e risalivano tre secondi dopo che l'ultimo vagone era transitato.

Era l'unico così, nel raggio di chilometri.
E gli abitanti dei villaggi vicini lo apprezzavano per queste qualità.

Tutti gli altri passaggi a livello infatti erano stati colpiti dal maleficio di una perfida fattucchiera che veniva chiamata una volta "Ferrovie dello Stato": scendevano da un minimo di cinque a un massimo di quindici minuti prima del transito del treno e rimanevano chiusi almeno 30/45 secondi dopo l'ultimo vagone.

Questi ultimi perciò erano così invidiosi del loro compagno efficiente e veloce che decisero di correre ai ripari e ingaggiarono la fattucchiera perché colpisse anche il povero, piccolo, passaggio a livello di campagna.

Per non essere riconosciuta dagli abitanti dei villaggi, quest'ultima si era camuffata, facendosi chiamare con un nome solo apparentemente innocuo: Trenitalia. Con una costosa operazione magico-tecnologica alla fine la perfida fattucchiera riuscì nell'intento e sostituì i meccanismi e i comandi dell'efficiente passaggio a livello, nottetempo e dopo averlo sedato.

L'operazione fu piuttosto costosa ma raggiunse perfettamente l'obiettivo: oggi anche quel passaggio è come tutti gli altri e, come tutti gli altri, forma code chilometriche (e perfettamente inutili) ai due lati delle sbarre.

Complimenti vivissimi per l'involuzione tecnologica.

1 commento:

Luca Gallanti ha detto...

Poi, c'è chi invece non ha pazienza :-D

https://photos.google.com/photo/AF1QipN1xtwAx_vs_gv1i8i10aosYxQXeIEmFsgyOe-v